Pubblicato il

L’AUTORE SI RACCONTA: GIANPAOLO GEBENNINI

La magia di Febbio (tra passato e futuro) raccontata da Gebennini in un libro. Intervista all’autore

di Emanuele Zobbi

L’amore per la propria terra ciascuno di noi lo manifesta liberamente: incantando le persone che incontra per il mondo, custodendola con amore e rispetto quotidianamente, mettendola in strofe in una canzone o in una poesia.

Gianpaolo Gebennini, residente a Villa Minozzo da tanti anni ma nativo di Febbio, ha invece deciso di raccontarla in un libro, il suo primo libro, recentemente pubblicato, dal titolo: “FEBBIO. Rescadore, Alpe di Cusna o Febbio 2000, ma sempre Febbio”.

Cosa ti ha ispirato nel scrivere un libro su Febbio? Si lega a qualche evento in particolare della tua vita?
L’amore per i luoghi dove sono nato mi ha ispirato. Nessun evento in particolare, solo l’amore per la mia terra. Da tantissimi anni conservo tutto quanto parla di Febbio: quotidiani, riviste, depliant di eventi sportivi e non, etc. Da qui è nata l’idea di trascrivere tutto questo materiale messo da parte in un libro condito dai miei aneddoti personali e dalle sempre verdi memorie di mia madre che, dall’alto dei suoi 93 anni, è ancora lucidissima.

Cosa rappresenta Febbio per te?
Il paese dove sono nato, la mia prima fanciullezza: tra Lama Golese, la località dove abitavo, e le borgate abitate più vicine, Febbio e Roncopianigi.

Com’è cambiata Febbio dal secondo dopoguerra? Com’è cambiata la comunità?
È cambiata radicalmente. Dal secondo dopo guerra il numero degli abitanti è costantemente diminuito. Oggi vi abitano forestieri che hanno scelto Febbio come luogo ideale per trascorrervi parte delle vacanze o il tempo della pensione, ci sono molte seconde case, circa duecento alloggi, che vengono aperte solo nei fine settimana o durante l’estate.  Per fortuna vi abitano anche dei giovani, figli di “febbiesi doc”, che credendoci ancora, stanno costruendo una nuova Febbio. Speriamo.

Qual è  stato il momento di massimo splendore per Febbio?
Sicuramente fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.

Febbio è ripartita: perché un turista dovrebbe visitarla?
Perché il territorio di Febbio è il più bello di tutto l’Appennino settentrionale. Non voglio essere partigiano con questa affermazione. Lo posso dire con cognizione di causa, in quanto come escursionista ho avuto modo di visitare, ’scarpinando’, tutto l’Appennino Emiliano, dalla montagna Piacentina fino a quella Bolognese. La Val d’Asta è unica.

Quali errori del passato devono ricordare gli attuali responsabili per una migliore gestione?
Spero che non vengano commessi gli errori dal passato.
Oggi Febbio è ripartita grazie a capitali privati, non grazie a capitali pubblici.
E’ una lezione che dobbiamo tutti ricordare.

Come vedi il futuro di Febbio?
Se penso alla tenacia, alla passione e all’amore che il responsabile degli Usi Civici di Febbio ed il suo gruppo di lavoro hanno messo per far ripartire gli impianti non posso che essere positivo e fiducioso. E’ inoltre necessario che la situazione economica italiana migliori e che la gente torni ad avere fiducia nel futuro.

Hai altri progetti in cantiere?
Sono al lavoro, ma non mi sbilancio!